Scuola Giancarlo Siani


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Organizzazione







P.O.F. - ANNO SCOLASTICO 2011 / 2012

desiderare di imparare

Nonostante il clima intorno non sia "soleggiato", anche quest'anno la nostra scuola intende qualificare al meglio il proprio impegno e sostenere il cammino di intelligenze e identità che andranno sviluppandosi negli ambienti che noi disegneremo per loro.
Avendo cura di prestare attenzione al quadro socio-culturale del nostro circolo il primo punto che prendiamo in considerazione è quello di elaborare percorsi didattici ed educativi realmente significativi
Vogliamo con forza promuovere un apprendimento inteso come partecipazione globale del bambino che si sentirà impegnato sia sul piano conoscitivo,sia sul piano affettivo ed emozionale.
Vogliamo lavorare per restituire alle nuove generazioni il desiderio di imparare.
I bambini nativi digitali apprendono secondo una nuova modalità che è iconica reticolare virtuale pertanto individuando i diversi stili di apprendimento, finalizziamo il nostro impegno alla ricerca di nuove strategie didattiche che supportino l'insegnamento e sostengano la motivazione.
E' a tale scopo che d' intesa con la famiglia sottoscriviamo il patto di corresponsabilità.
La nostra scuola s' impegna inoltre a prevedere programmi personalizzati per i bambini riconosciuti con disturbi di apprendimento e prendendo atto della legge 170 del 18/10/2010 persegue le seguenti finalità:
" Garantire il diritto all'istruzione e favorire il successo scolastico;
" Ridurre i disagi relazionali ed emozionali;
" Adottare forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessita formative degli studenti;
" Formare i docenti e sensibilizzare i genitori sui DSA;
" Favorire la diagnosi precoce e lo sviluppo di percorsi didattici di potenziamento;
" Incrementare la comunicazione e collaborazione tra fmiglia-scuola-servizi sanitari durante il priodo di istruzione e formazione;
Le iniziative di formazione destinate al personale dirigente e docente,avranno luogo nell'anno scolastico con l'obiettivo di rendere capaci gli operatori scolastici di individuare precocemente i segnali di rischio del bambino.

La nostra storia

Ai sensi della legge n. 59 del 15/03/1997, dal mese di settembre dell’anno 2000 ogni Istituto scolastico è diventato autonomo dal punto di vista didattico e organizzativo. Ogni scuola si è dovuta necessariamente proporre all’utenza in maniera differente, ad esempio con un proprio indirizzo didattico, e con un proprio peculiare ventaglio di attività curricolari ed extracurriculari elencate in un documento denominato Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F.).

Non esiste, però, la scuola ideale: è ideale quella scuola il cui progetto formativo combacia con quello richiesto dai genitori e dall’alunno; ma allo stesso tempo deve possedere anche altri requisiti:

La scuola deve avere una sua tradizione: deve essere stata attiva sul territorio abbastanza a lungo da formare giovani (e meno giovani) di successo, affermati nel lavoro come nella vita, in grado di testimoniare la validità del progetto educativo seguito;

·Soprattutto, la scuola deve proporre degli ideali di vita che vadano ben oltre una visione consumistica della realtà e dei rapporti interpersonali: uguaglianza, solidarietà, amicizia, rispetto per il prossimo e per se stessi, amore per la conoscenza;

La scuola deve offrire un ambiente che favorisca la socializzazione, proponendo ai ragazzi occasioni di incontro e di scambio anche in orario pomeridiano, e non soltanto per fini di studio;

La scuola deve offrire occasioni di approfondimento, eventualmente anche in orario extrascolastico chi vuole dovrebbe poter analizzare nella maniera più completa possibile determinate problematiche, in maniera guidata;

La scuola deve essere in costante contatto con enti locali, con associazioni culturali e con altre scuole, per ampliare la propria offerta formativa utilizzando tutti gli strumenti offerti dal territorio;

La scuola deve offrire un adeguato spazio per le attività pratiche di ogni genere: deve essere immersa nel concreto avvicinando lo studente ad un’idea del sapere come mezzo di lettura e interpretazione della realtà circostante, e come mezzo di interventi su di essa;

La scuola però deve anche offrire occasioni di recupero: chi si trova in difficoltà deve trovare nel corpo docente un alleato in grado di stimolarlo al punto tale da consentirgli di “riagganciarsi” ai compagni.

IL TERRITORIO


Marano di Napoli conta circa 70.000 abitanti, costituisce il secondo asse di sviluppo edilizio ed abitativo di Napoli; la sua espansione così rapida e massiccia di questi anni ha visto trasformare il suo tessuto sociale, economico e culturale generando un aumento del disagio giovanile ed una diffusione sul territorio della microcriminalità. E’ da alcuni anni che l’amministrazione locale, si sta adoperando per rendere la città più vivibile (recupero del centro storico, viabilità, infrastrutture) e pone la sua attenzione sui giovani cittadini cercando di prevenirne il disagio.

ASPETTI CULTURALI Sono presenti sul territorio scuole di ogni ordine e grado, un Auditorium, Associazioni, Palasport, Cine-Teatro Lily.

SERVIZI

I trasporti per la maggior parte pubblici; una navetta collega Marano con la stazione della metropolitana collinare; quelli sociali comprendono l’ASL NA 2, il consultorio polivalente, Associazioni di volontariato e di sostegno alle famiglie e agli anziani il 118 Pronto Soccorso, il Centro di riabilitazione “Serena”. Le strutture sportive sono prevalentemente private, ma lustro ha dato alla città il campo sportivo costruito a Via Giovanni Falcone. L’unico verde pubblico attrezzato è la villa del Ciaurro, luogo utilizzato anche per le manifestazioni. I centri di aggregazione giovanili sono prevalentemente costituiti dalla Parrocchie.


L’UTENZA SCOLASTICA

Il bacino d’utenza risulta essere molto ampio: ciò ha da sempre costituito uno dei tanti punti di forza della scuola, poiché consente un proficuo scambio culturale e di idee tra ragazzi provenienti da zone apparentemente diverse, ma da famiglie accomunate dal desiderio di fornire ai propri figli un’istruzione che non sia un mero accumulo di nozioni. I genitori che ci affidano i propri figli sanno di inserirli in un contesto educativo che li considererà sempre come figure centrali e uniche; che tenderà a formare giovani uomini e giovani donne e che fornirà la possibilità, per i ragazzi, di costruirsi un metodo di studio produttivo che consenta loro di raggiungere i migliori risultati nel proseguimento degli studi.



“MISSION”


La nostra scuola, in quanto espressione della più ampia missione di legalità, intende collocarsi, nell’attuale contesto culturale, quale punto d’incontro con il mondo moderno e caratterizzarsi come azione educativa, umana e sociale, in conformità ai principi morali.

La comunità educativa con tutte le sue componenti tende principalmente a:


educare i giovani a una più approfondita formazione critica, affinché diventino umanamente maturi, consapevoli, responsabili, capaci di scelte libere per la crescita di ciascuna persona e dell’intera comunità;

- sviluppare nei giovani la coscienza e l’esercizio della giustizia e della solidarietà in una sana democrazia, affinché ne diventino assertori e promotori.

La nostra scuola in quanto scuola caratterizzata sulla legalità, rifiuta qualsiasi ideologia basata sull’egoismo, sulla discriminazione, su ogni forma di dominio dell’uomo sull’uomo.

Al suo interno tutti godono della libertà di opinione e di espressione nell’ambito dei principi fondamentali e delle finalità che il Progetto educativo intende perseguire.

Pertanto questa scuola intitolata a Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla camorra , in rete con le scuole del territorio e d’intesa con istituzioni e associazioni quali “Galassia Gutemberg” e “Libera” è impegnata nel “Marano Ragazzi Spot Festival”.

Questo progetto nato con l’intenzione di affermare sul territorio la cultura della legalità, nel tempo ha visto aderire sempre più scuole tanto da diventare un evento di risonanza nazionale.

Per tanti ragazzi, famiglie e docenti di scuole italiane, il “Marano Ragazzi Spot Festival” ogni anno significa un appuntamento non solo sul piano dell’impegno, ma anche un incontro sul piano relazionale.

Questo evento rappresenta solo la fase terminale di un lavoro svolto un intero anno scolastico dove non solo docenti e ragazzi, ma anche genitori, mettono in gioco emozioni, sogni, speranze, idee , proposte, attraverso degli spot.


QUALE SCUOLA?

La scuola è il luogo centrale della conoscenza. Siamo sicuri che, la scuola di questi ultimi anni sia centrata su questo compito?

Le preoccupazioni di natura sociale, hanno messo al centro le questioni dell’integrazione della cittadinanza, dell’intercultura della prevenzione e del bullismo, dell’educazione morale e civile visti come oggetti a sé su cui sviluppare percorsi, attività e curricoli.

La funzione sociale della scuola è una conquista della pedagogia moderna, ma forse bisogna riprendere in mano la questione del mandato centrale di questa grande avventura; riconoscere la funzione della scuola come luogo primario per la costruzione della conoscenza oscurato a favore di altri competitori: media, tecnologie, internet.

Il bambino si aspetta di imparare, saturare curiosità sulle cose del mondo (ogni parola nuova è una presa sulle cose, che lo rende più forte). La soddisfazione del conoscere e del capire sono l’unico antidoto alla centralità sul male, sul disagio, sulla violenza che si curano andando verso un altrove migliore.

Spesso si parla di metodologie attive che rendono interessante e ricco il senso di “fare scuola” nel quotidiano. In realtà invece di andare alla ricerca di risorse inedite non dobbiamo perdere di vista il binomio insegnamento-apprendimento. Tuttavia ci si rende conto che la pluralità di stili cognitivi, di modalità di apprendimento, l’accesso alla conoscenza rapida delle tecnologie, l’architettura dei saperi, richiedono di mettere in atto delle strategie e modi di gestione dei processi educativi che siano innovativi. L’apertura di un n uovo anno scolastico riaccende tradizionalmente il dibattito sulla scuola sia rispetto al ruolo che essa assume nello sviluppo e nella produzione della conoscenza, sia rispetto alla specifica funzione di costruzione di appartenenze.

La risposta a questo eterno dibattito avviato di volta in volta dei vari governi, sta nell’assunzione di atteggiamenti e comportamenti di STABILITA’, VALORIZZAZIONE e MESSA a REGIME dei percorsi e delle buone pratiche che le scuole da tempo vanno sperimentando.

Porre particolare attenzione alle linee d’intervento migliorativo.

1 Definire standard di apprendimento espliciti e condivisi
2 Migliorare le pratiche valutative e la cultura della valutazione

3 Assumere la cultura della “permeabilità “ e rendicontazione nella progettazione formativa alla luce di tale sfondo, due sembrano essere le direzioni di marcia.

A) l’attenzione specifica ai SAPERI di BASE irrinunciabilità rispetto alle necessarie autonomie, che l’alunno deve sviluppare per accedere al mondo delle conoscenze

B) l’investimento sulla conquista di nuovi alfabeti emotivi (dimensione cognitiva) che risultano indispensabili per il governo efficace delle relazioni con gli altri, per il fronteggiamento e la gestione di ostacoli, per il superamento produttivo di situazioni di “avaria relazionale” che sono parte fisiologica della dinamica interpersonale (dimensione socio emotivo-effettiva).


IL RUOLO DOCENTE


Chi opera nell’ambito dell’istruzione e dell’educazione,si trova inevitabilmente chiamato a rispondere ad una domanda sociale che sollecita un continuo cambiamento. Cambiamento di cui da un lato risulta difficile tratteggiare la logica e la linearità del percorso e che da un altro suscita bisogni e sentimenti verso i quali l’istituzione scolastica deve necessariamente governare ed orientare. In questa prospettiva il ruolo del docente risente di un’ampia influenza dei diversi contesti operativi.

E’ necessario pertanto che significati, atteggiamenti e valori riferiti al ruolo docente si articolino attorno ad alcuni punti fondamentali:

1 il contenuto operativo, con preciso riferimento al processo insegnamento-apprendimento che coinvolge la globalità della persona.

2 il contesto organizzativo in cui si va prefigurando un docente capace di mediare la sua azione in modo tale da non deludere le aspettative degli stockolders.

3 il processo produttivo in cui l’attenzione è concentrata nel saper negoziare e relazionare con i diversi interlocutori, tendendo alla formazione di ogni singolo nel suo essere e nel suo divenire.

Dal confluire dei tre punti possiamo affermare che il nostro circolo, si adopera per far emergere un ruolo docente in cui l’insegnante sa interpretare in maniera equilibrata ma significativa il suo “essere docente”, dando efficacia alla sua azione ed efficienza al suo ruolo.

Il nostro circolo si impegna inoltre a realizzare un processo di insegnamento apprendimento preoccupato della buona Il nostro circolo si impegna inoltre a realizzare un processo di insegnamento apprendimento preoccupato della buona riuscita di ogni allievo considerato nella sua peculiarità e specificità: “scuola per tutti e per ciascuno” “scuola della piena conoscenza” “scuola del successo formativo”.

Peraltro la condizione che per essere veri cittadini di una democrazia reale e non solo formale occorre essere in grado di sapere,.saper giudicare e saper scegliere, ci ha condotti all’affermazione che i docenti del 3° circolo non si limitano ad assicurare a tutti il minimo indispensabile, quanto ad ognuno il massimo possibile.

E’ per tale motivo che si promuovono iniziative che se da un lato recuperano i meno dotati dall’altro valorizzano le eccellenze. Pertanto oltre a svolgere nelle proprie classi percorsi di informazione istruzione particolarmente articolati, a livello di circolo attività curricolari ed extra che valorizzano le potenzialità del singolo.


BISOGNI FORMATIVI


La nostra scuola pone al centro dei suoi obiettivi fondamentali la formazione, l’apprendimento e l’insegnamento che si realizzano tenendo presenti essenzialmente i bisogni psicologici ed educativi degli alunni a cui essa si rivolge:

- bisogno di essere ascoltato da tutti gli alunni con cui essi interagiscono;

- bisogno di essere riconosciuti come persone nella propria specifica identità sociale storica e culturale;

-bisogno del rispetto della loro personalità scolastica e del loro apprendimento;

bisogno di veder valorizzato il loro saper fare;

- bisogno di essere riconosciuti nella loro emotività e nel loro sentire;

- bisogno di essere accettati come sono senza doversi necessariamente misurare con modelli precostituiti;

- bisogno di avere figure adulte come validi punti di riferimento;

- bisogno di trovare a scuola un clima relazionale sereno, intenso e positivo;

- bisogno di stabilità coerenza e congruenza nei messaggi relazionali;

- bisogno di socializzare e comunicare al fine di favorire il naturale sviluppo della fiducia e dell’autostima, mediante occasione di confronto e di condivisione;

- bisogno di essere aiutati sempre ad integrare le diverse esperienze per acquisire una progressiva autonomia;

OBIETTIVI EDUCATIVI

La scuola, nel pianificare l’offerta formativa, si impegna a:

1 - Porre una speciale attenzione al miglioramento costante della

qualità della vita scolastica.

2 - Realizzare la sua missione educativa, interagendo con le varie

esperienze degli alunni, considerando la sua presenza nel loro

vissuto come un’autentica esperienza di vita.

3 - Percorrere un’esperienza gioiosa e gratificante. Pertanto la “paura della

scuola” intesa come timore di non farcela sarà certamente superata.

4 - Promuovere il successo formativo prevenendo fenomeni di dispersione

scolastica. Garantendo a ciascuno pari opportunità educativo-formative,

individuando e differenziando percorsi didattici per recuperare lo

svantaggio, o per accrescere il successo.

5 - Promuovere, con riferimento a quanto previsto dalla legge 104/92,

l’integrazione degli alunni in situazione di handicap, con progetti

rispettosi delle potenzialità di ciascuno, mirati al graduale sviluppo di

specifiche competenze.

6 - Favorire la continuità educativa tra diversi gradi di scuola

programmando occasioni di incontro per concordare itinerari didattici o

attività da effettuare sugli anni ponte.

7- Coinvolgere nel progetto educativo tutte le risorse disponibili del

Territorio: le famiglie, le altre scuole, le associazioni culturali, gli enti

Locali e i servizi sociali.

8- Coinvolgere tutta la comunità educativa all’ascolto, creare nella propria classe un

clima positivo, capace di far star bene ogni alunno.

9- Interagire con gli alunni e le famiglie, comunicando e motivando alla

comunicazione, lavorare sulla propria capacità comunicativa a più livelli attraverso

modalità di ascolto attivo e attraverso modalità di risposte il più possibile adeguate

a soddisfare dubbi e incertezze che emergono dalla comunicazione (insegnante –

alunno) (alunno – alunno) (insegnante – genitori) (insegnante – classe).





OBIETTIVI FORMATIVI





Educare all’uso dei linguaggi

. Scoprire le proprie capacità e attitudini

. Essere capaci di comunicare ed esprimersi mediante i diversi linguaggi

. Utilizzare gli strumenti tecnologici per reperire informazioni utili

Educare alla conquista dell’autonomia

. Organizzare e gestire il proprio lavoro

. Compiere scelte autonome e responsabili

. Sviluppare il pensiero critico

. Essere in grado di interagire con gli altri rispettando i diversi punti di

Vista

Educare alla legalità

. Condividere e rispettare le regole del vivere civile

. Partecipare in modo attivo e consapevole alla vita scolastica

. Diffondere la cultura dell’amicizia, dell’impegno e della solidarietà

. Valorizzare l’ambiente in cui si vive

Educare alla multiculturalità

. Conoscere uso e costumi di altri popoli

. Vivere le diversità come fonte di ricchezza

Offrire competenze di altre lingue oltre quella madre

Educare al senso dell’autoefficacia

. Porre attenzione all’ascolto dei bisogni

. Dare sostegno psicologico

. Comprendere per sostenere e promuovere la persona

. Dare fiducia, entusiasmare, innovarsi, usare uno stile comunicativo efficace.



SCELTE DIDATTICHE




La progettazione didattica è l’insieme di strategie, percorsi, contenuti e strumenti che la scuola adotta per divenire un luogo di crescita, non si tratta di fornire solo un pacchetto più o meno consistente di conoscenze, ma soprattutto di orientare lo sviluppo dell’identità personale di ogni singolo alunno in direzione dell’acquisizione delle capacità di “imparare ad apprendere”
Una didattica basata sull'osservazione, riflessione, formulazione di ipotesi, verifica dei perché, dei significati, del senso delle cose, degli altri, della realtà, permette all'alunno mediante l'utilizzo di altri codici espressivi come quello dell'immagine, del corpo, del suono, del movimento, del gesto insieme alle discipline tradizionali, di essere protagonista del proprio processo di apprendimento.




Una didattica basata sull'osservazione, riflessione, formulazione di ipotesi, verifica dei perché, dei significati, del senso delle cose, degli altri, della realtà, permette all'alunno mediante l'utilizzo di altri codici espressivi come quello dell'immagine, del corpo, del suono, del movimento, del gesto insieme alle discipline tradizionali, di essere protagonista del proprio processo di apprendimento.

La valutazione nel sistema d'istruzione












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