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Primaria
PIANO D' INTERVENTO AREA 3
ANNO SCOLASTICO 2010/11
DOCENTI INCARICATE : GENNARELLI LUCREZIA
MARZANO MARCELLA
ANALISI DELLA SITUAZIONE
L'imponente sviluppo urbanistico ha reso il tessuto sociale di Marano di Napoli sempre più, eterogeneo per stratificazione personale, per situazione socio-culturale e per provenienza geografica. Di conseguenza anche la popolazione scolastica tende a diventare più eterogenea. Questa eterogeneità, se da un lato favorisce l'arricchimento dei vissuti dall'altro evidenza esigenze educative tali da richiedere un'integrazione fattiva e produttiva .
In questo contesto la scuola è chiamata come mediatrice, come strumento che permette di superare diffidenze e differenze nell'ottica della convivenza democratica.
Il territorio di Marano è carente di strutture pubbliche sportive , ricreative e culturali ; i luoghi di aggregazione sono rappresentate ancora oggi dalla strada e dai locali della chiesa.
Pertanto il bisogno di incontro di relazione e di comunicazione resta insoddisfatto ed è ancora la scuola chiamata a sopperire tali carenze.
MOTIVAZIONE DELLA FUNZIONE
-Rafforzo dei percorsi educativo - formativi individualizzati.
-Monitoraggio.
-Osservazioni sistematiche.
-Promozione di interventi mirati alla prevenzione delle cause responsabili del disagio ( svantaggio socio-culturale, scarsa socializzazione, accumulo di ritardi nell'acquisizione delle competenze e strumentalità di base ).
-Prevenzione precoce delle difficoltà di apprendimento attraverso il metodo IPDA
inserito all'interno del POF di istituto, tale iniziativa coinvolge le sezioni dell'ultimo anno della scuola dell'infanzia.
RAPPORTI CON LA REALTA' EXSTRASCOLASTICA
Comune (ufficio assistenza e scuola) , ASL , servizi sociali di volontariato, specialisti, centri di riabilitazione, Curia.
SCHEMA OPERATIVO
AREA 3 : ATTIVITA'
Soggetti interni |
Modalità |
Motivazione |
Docenti |
Confronto, rilevazione, visita al plesso di appartenenza dei docenti. |
Coinvolgimento alunni, insegnanti e famiglie per rinforzare la funzione educativa e formativa. |
Collegio dei docenti |
Incontri periodici, report, diffusione dati e verifica. |
Proporre e accogliere iniziative volte alla valorizzazione delle attività. Valutazione della qualità e dell'efficacia delle attività. |
Famiglie |
Incontri periodici, report, diffusione dati e verifica. |
Proporre e accogliere iniziative volte alla valorizzazione delle attività. Valutazione della qualità e dell'efficacia delle attività. |
Rappresentanti dei genitori GLH |
Incontri periodici e confronto. |
Raccogliere ed analizzare pareri, proposte, suggerimenti dell'utenza. |
Soggetti esterni |
Modalità |
Motivazione |
Comune |
Contatti con gli assistenti sociali, rapporti con l’Ufficio di Assistenza Scolastica. |
Individuazione e segnalazione di alunni con problematiche socio-ambientali. Conoscenza di iniziative assistenziali promosse dal Comune e rivolte ai nuclei familiari disagiati ed agli alunni a rischio.
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Agenzie di volontariato |
Contatti e collaborazione sinergica. Coordinamento interventi comuni. |
Ampliamento offerta formativa. |
ASL |
Controlli periodici.
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Promozione tempestivo recupero degli alunni. |
Centri di Riabilitazione |
Contatti con logopedisti e terapisti della riabilitazione. |
Coordinamento di obiettivi comuni e verifiche periodiche per monitorare i progressi di alunni sottoposti a terapia riabilitativa aiutandoli a rinforzare le abilità conseguite. |
Curia |
Contatti con i responsabili delle Parrocchie e della Caritas |
Partecipazione alle iniziative di assistenza e di integrazione.
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Scuole Secondarie di I° grado |
Incontri con le Funzioni Strumentali. |
Rapporti organizzativi per favorire accoglienza, inserimento ed integrazione degli alunni d.a. di passaggio.
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COORDINAMENTO DEL LAVORO DEI DOCENTI DI SOSTEGNO
Nel corso del corrente anno scolastico il gruppo dei docenti di sostegno comprende nove unità di scuola primaria, più una unità di scuola dell'infanzia. Il coordinamento di detto gruppo è volto all'attivazione delle risorse umane per offrire all'utenza tutta ed agli alunni diversamente abili in particolare, un percorso educativo centrato sulla persona nella sua totalità e mirato al raggiungimento di competenze utili all'autonomia personale, organizzando attività scolastiche tese al recupero del potenziale residuale di ogni soggetto ed alla valorizzazione della diversità.
INSEGNANTI DI SOSTEGNO:
BUONOCORE Francesca
DI MARO Giovanna
FERRILLO Liborio
GENNARELLI Lucrezia
MARZANO Marcella
MILUCCIO Rita
NAPOLANO Antonia
PAPA Antonietta
TORTORA Palma
VORZILLO Rosa
FENZA Anna
ROMUALDO Rita
TAFURI Stefania
Il team viene coordinato dalle insegnanti Gennarelli Lucrezia e Marzano Marcella in qualità di Funzioni Strumentali Area 3.
PROGETTO
Prevenzione precoce delle difficoltà di apprendimento del Programma I P D A
Introduzione
Scopo del presente contributo è presentare un iniziativa di prevenzione precoce delle difficoltà di apprendimento che coinvolge le sezioni dell'ultimo anno della scuola dell'infanzia. Il progetto collocato nel POF di Istituto, è l' occasione per riflettere sull'importante contributo che la scuola dell'infanzia può dare al potenziamento dei percorsi dell' apprendimento scolastico successivo, senza perdere la propria identità di settore formativo autonomo dotato di specifiche finalità. La realizzazione del percorso progettuale ha altresì consentito ai docenti di raffinare le proprie modalità di osservazione dei bambini arricchendoli di maggior sistematicità e rigore metodologico.
Le più recenti indagini, condotte dalle funzioni strumentali area 3 Gennarelli/Marzano, nella nostra scuola evidenziano come le difficoltà di apprendimento costituiscono un problema di rilevante entità che frequentemente conduce a insuccessi scolastici con conseguenti rischio di abbandono precoce del sistema di istruzione.
Le difficoltà di apprendimento, oltre che compromettere il percorso scolastico dei bambini, possono condurre in prospettiva evolutiva al contesto scolastico, manifestazioni ansiose, abbassamento di autostima e della percezione di efficacia, attivazione di comportamenti problematici con conseguenti difficoltà di gestione da parte dei docenti. Diversi studi hanno mostrato come la precocità dalla diagnosi e la sistematicità dell'intervento giochino un ruolo positivo nel determinare l'evoluzione dei disturbi di apprendimento tali difficoltà di apprendimento trova poi ulteriore elementi di sostegno nel fatto che , in assenza di specifici interventi di potenziamento, le differenze nelle abilità scolastiche tendono ad aumentare con il passare del tempo. Dare spazio a interventi di screening precoce e successivo potenziamento significa quindi, per l'istituzione scolastica , porre le condizione organizzativo - didattiche per il raggiungimento di quel " successo formativo " che troppo spesso campeggia nel POF. Non si tratta di adottare l'ottica della riabilitazione di singole funzioni deficitarie, che appartiene al mondo dei clinici, ma di sostenere la prospettiva del potenziamento e dell'ulteriore sviluppo di quelle abilità rilevate come carenti nell'ambito di interventi didattici condotti direttamente in sezione e personalizzati sulla base dei profili di competenza di ciascun bambino. L'individuazione precoce dei soggetti " a rischio " , lungi dall 'utilizzo di etichette diagnostiche ha come obiettivo prioritario la riduzione della probabilità di insuccessi scolastici futuri.
Il programma IPDA : strumento di valutazione e di intervento
Sulla scorta di tali acquisizioni è stato messo a punto il Programma IPDA, articolato in materiali di valutazione e di intervento per l'individuazione precoce delle difficoltà di apprendimento destinato a bambini dell'ultimo anno della scuola dell'infanzia, in vista del loro ingresso alle elementari. Il modello teorico cui fa riferimento il lavoro si colloca nell'ambito di ricerca dei cosiddetti " prerequisiti cognitivi" che possono costituire lo spettro di indicatori capaci di "predire " l'evoluzione degli apprendimenti scolastici di base . Gli apprendimenti di lettura , scrittura e calcolo , che sono il risultato dell'incontro del bambino con i sistemi simbolico culturali nel corso della prima elementare, non dipendono dunque soltanto da abilità percettive, mestiche e attentive che si sviluppano a 6 anni, ma sono l'esito di una serie di funzioni psicologiche il cui sviluppo è iniziato molto tempo prima. La valutazione già a 5 anni del livello di sviluppo delle competenze prerequisite , permette di conoscere le caratteristiche evolutive degli apprendimenti scolastici , con ampie possibilità di interventi compensatori la dove il bambino presenti carenze e difficoltà.
Il programma IPDA oltre a perseguire l'obiettivo del contenimento del disagio e del rischi di insuccesso scolastico, può essere pensato come un valido strumento nella regolazione del passaggio della scuola dell'infanzia alla scuola elementare, il questionario osservativi può infatti essere utilizzato come " profilo formativo di uscita" ossia come lo spettro di competenze che il bambino dovrebbe possedere al termine della scuola dell'infanzia.
L'articolazione del Programma IPDA prevede più fasi di intervento.
Fase 1: screening generale
Lo screening generale, che prevede l'utilizzo del questionario osservativi IPDA, viene condotto dai docenti dei bambini frequentanti l'ultimo anno della scuola dell'infanzia; la compilazione dello strumento avviene entro il mese di ottobre. Tale questionario osservativi presenta l'indubbio vantaggio di essere uno strumento recente, di agevole compilazione, standardizzato su un ampio campione , con buone caratteristiche psicometriche di validità e attendibilità. Il questionario osservativo si struttura su 43 item articolati in una prima sezione relativa alle " Abilità generali " e in una seconda relativa ad " Abilità specifiche " di prerequisito alla letto-scrittura e alla matematica .
Gli item riguardanti abilità generali sono così suddivisi:
- item 1-9: aspetti comportamentali;
- item 10-11: motricità;
- item 12-14: comprensione linguistica;
- item 15-19: espressione orale;
- item 20-23: metacognizione;
- item 24-33: altre abilità cognitive.
Gli item riguardanti abilità specifiche sono così articolati:
- item 34-40 pre-alfabetizzazione;
- item 41-43 pre-matematica.
Il docente dovrà compilare il questionario per ognuno dei bambini interessati, valutando la affermazioni contenute in ogni item su scala tipo Likert a 4 livelli: per niente/mai, poco/a volte,
abbastanza/il più delle volte, molto/sempre. Il punteggio totale, che si calcola sommando i punteggi assegnati ai singoli item.
Fase 2: batteria di apprendimento
La batteria di apprendimento , da utilizzare nel periodo novembre/dicembre, viene somministrata soltanto ai bambini individuati come a rischio dopo la compilazione del questionario osservativo. Lo scopo è quello di rilevare "falsi positivi", ossia bambini che, pur con un punteggio inferiore o al limite del criterio nel questionario, di fatto ottengono prestazioni nella media alla batteria di approfondimento, e di avere a disposizione dettagliati profili di funzionamento, che permettono la definizione precisa su due livelli d'indagine:
1 prove che valutano abilità di carattere generale , trasversali alle performance scolastiche, quali la metacognizione e la concentrazione visiva;
2 prove che valutano le abilità specifiche sottese agli apprendimenti scolastici formali, quali la letto-scrittura come abilità strumentali, la lettura come comprensione del testo, la scrittura come competenza espositiva, la capacità di produzione di un testo e il calcolo.
La batteria di approfondimento, il cui esito viene riportato in una griglia appositamente strutturata, consente di ottenere un profilo di prerequisito di prerequisito di immediata lettura da parte degli operatori, in cui sono rilevabili punti di forza e i punti di debolezza che chiedono particolari attenzioni in fase di intervento. La batteria di approfondimento sarà riutilizzata nel periodo maggio/giugno, al termine degli interventi di potenziamento, con l'obiettivo di valutarne la bontà e l' efficacia.
È auspicabile che la batteria sia utilizzata da persona con una formazione specifica nel campo dei disturbi apprendimento e con una certa pratica nella somministrazione di prove a bambini ( psicologi, psicopedagogisti, docenti specializzati).
Fase 3: intervento di potenziamento
L'intervento di potenziamento, collocato nel periodo gennaio-maggio, organizzato sulla base dei profili precedente emersi ( fese di approfondimento ), potrà avere come destinatari singoli casi o gruppi di bambini con caratteristiche affini e sarà condotto dai docenti della sezione. Sono disponibili pacchetti di materiali di lavoro che ogni docente potrà utilizzare in modo flessibile rispetto ai bisogni dei bambini a rischio. Si tratta di una fase particolare dedicata, in cui entra in gioco la professionalità del docente in termini di progettazione e azione didattica, monitoraggio e valutazione, scelta di gruppi e tempi di lavoro, selezione e integrazione dei materiali, in quanto i pacchetti disponibili assumono prevalentemente funzioni di indirizzo e di orientamento rispetto al lavoro da fare con i bambini.
La formazione del personale docente
La formazione degli operatori, che sempre più spesso viene definita " leva strategica per il cambiamento e l'avvio di buone prassi" è stata pensata secondo i moduli della formazione assistita, che prevedono gruppi numericamente contenuti di partecipanti limitati momenti di comunicazione frontale e laboratori di applicazione e ulteriori sviluppo degli strumenti precedentemente appresi. Il pacchetto formativo, articolato in complessive 30 ore di intervento, è strutturato su tre unità di lavoro: la prima avrà come ambito di riferimento le difficoltà di apprendimento a scuola; la seconda sarà destinata alla presentazione e alla conoscenza di tecniche specifiche e dei materiali, nonché alle procedure di somministrazione; la terza permetterà ai docenti di esercitarsi sull' individuazione dei bambini a rischio.
Le funzioni strumentali
Gennarelli Lucrezia
Marzano Marcella
RECUPERO E POTENZIALITA' DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTA ABILI
Per consentire a ciascuno di raggiungere il massimo livello individualmente possibile è stato strutturato un processo di marketing, o analisi dei bisogni, utile alla elaborazione di un'offerta formativa efficace e funzionale all'organizzazione del piano didattico. Quest'ultimo scaturisce da una accurata rilevazione della situazione di partenza ed attraverso una serie di controlli in itinere conduce alla valutazione dei risultati conseguiti in un processo di continuo miglioramento dell'offerta formativa calibrata secondo le soggettive esigenze. Gli interventi scolastici vengono strutturati attraverso percorsi organizzati in stretta collaborazione tra la scuola, la famiglia ed i servizi del territorio, al fine di garantire azioni sinergiche ed integrate funzionali ed efficaci.
SPORTELLO ASCOLTO
Si intende offrire all'utenza un servizio di informazione e di consulenza che ponga entrambi gli interlocutori (scuola e famiglia) in una posizione di reciproco scambio, in vista del continuo miglioramento dell'offerta formativa.
Il servizio è volto principalmente alle famiglie di alunni che presentino problemi di apprendimento tali da necessitare di interventi didattici personalizzati.
E' aperto tutti i venerdì dalle 12,30 alle 13,30.
Per fruire del servizio è necessario rivolgersi all' URP e compilare l'apposito modello per la prenotazione.
Le Funzioni Strumentali Area 3
Insegnante Gennarelli Lucrezia
Insegnante Marzano Marcella
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